Sofocle

Vita

Nacque ad Atene nel 497 da una famiglia di origine borghese e morì nel 406; nei suoi oltre 90 anni di vita ebbe la fortuna di assistere al V secolo dal palco eccezionale rappresentato da Atene: dalla lotta contro i Persiani all’affermazione di Atene sul resto della Grecia, dalla Guerra del Peloponneso alla sua tragica fine.

Etera nuda suonante il flauto

Etera nuda suonante il flauto.

Originario di Colono, piccolo sobborgo di Atene, era figlio di un fabbricante di spade: la sua famiglia, a causa del mestiere del padre, fu una delle poche a uscire dalle guerre persiane non solo non impoverita ma anzi decisamente agiata.

Di lui le testimonianze coeve ci tramandano l’immagine di una persona affascinante, intelligente se non addirittura geniale, affabile, avvenente fisicamente e ci informano che godette sempre di una eccellente salute. Inoltre era abilissimo nella lotta quanto nella musica, nel gioco della palla così come suonatore di arpa; le su e virtù lo misero tanto in mostra fra i suoi concittadini da farlo scegliere come guida per la gioventù di Atene nei canti e nelle danze predisposti per celebrare la vittoria di Salamina. La statuaria superstite ci mostra che manterrà la prestanza fisica fino in vecchiaia.

Amico personale di Pericle, fu impegnato socialmente nel 443, come amministratore del tesoro della lega di Delo, e come stratega nel 441, conto Samo, e nel 427; nel 413, dopo la sconfitta di Siracusa, collaborò ad un progetto di costituzione oligarchica.

Però più che il personaggio politico gli Ateniesi lo amarono come poeta tragico; come tale produsse non solo ben 123 opere, per buona parte risalenti all’ultima fase della sua vita, ma vinse addirittura 18 volte il primo premio. Nel 468, ad appena 27 anni, strappò il primo premio per la tragedia a Eschilo.

La Musa della poesia Erato

La Musa della poesia Erato.

Ebbe un primo figlio, Iofonte, e poi un secondo dalla cortigiana Theoride; il primogenito provò a portare in tribunale il padre per non perdere la propria eredità denunciandolo di incompetenza: Sofocle lesse in anteprima ai giurati alcuni cori dell’Edipo a Colono e questi non solo non lo condannarono ma lo scortarono a casa in trionfo.

Alla sua morte il re di Sparta Lisandro permise ai suoi amici di uscire da Atene assediata per seppellirlo nella tomba di suo padre a Decelea.